lunedì 19 novembre 2012

Perché il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali arrivi …


Kartoblog inserisce oggi nella sua homepage il link del Repertorio Nazionale dei DatiTerritoriali (RNDT). Attualmente questo strumento sta muovendo i primi passi (avevamo già parlato del RNDT in questo post “Bandi, considerazioni e RNDT...”), ma noi desideriamo che entri a fare parte della “cassetta degli attrezzi” di ogni geomatico e, in prospettiva, di ogni cittadino italiano. Non siamo da soli, ma insieme a:
Ringraziamo TANTO, promotore dell'iniziativa, per averci coinvolti! Abbiamo aderito volentieri al loro invito e riportiamo integralmente l'articolo di Sergio Farrugia pubblicato su TANTO:
-Ciao, come va?-
-Quando son qua bene! -
-E allora vieni più spesso. Cosa fai, sei in pensione?-
-No, lavoro in proprio.-
-Ma che lavoro fai?-
-Uhm, mi occupo di mappe al calcolatore.-
-Bello. Senti, ma ci sono carte militari della zona?-
-Certamente, al 25:000. Anche delle Regioni, forse anche a scale maggiori.-
-Mi piacerebbe andare per funghi con una di queste in mano. Tra M. e P. è tutto un bosco e ci saranno bene sterrate che l’attraversano.-
-Ti cerco che mappe ci sono e ti dico.-
-Ti ringrazio.-
-Buona, vado prepararmi cena.-
-As vugumma.-

Coincidenze! Ho incontrato Saverio, un amico d’infanzia che vive tutto il giorno all’aria aperta, l’altra sera, quando finalmente mi ero ritagliato il tempo per scrivere questo post, che ha un obiettivo preciso: promuovere una campagna per diffondere l’esistenza e la conoscenza del Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali, RNDT.
L’idea l’ho lanciata commentando la presentazione svolta da GabrieleCiasullo, all’ultima conferenza AM/FM GIS, il 27 settembre scorso. L’ha twittata subito Renzo  Carlucci.
L’RNDT è il primo esempio di catalogo dell’informazione geografica digitale in Italia: rappresenta lo strumento per ricercare, attraverso i metadati, i dati territoriali -e relativi servizi- disponibili presso le pubbliche amministrazioni. Consente di valutarne l’idoneità per le proprie esigenze e ottenere le opportune indicazioni sulle loro condizioni di accesso e utilizzo.
Lo strumento è stato formalmente istituito nel 2005 (articolo 59 del Codice dell’Amministrazione Digitale). Trascorsa la fase di progettazione e realizzazione, superata quella di sperimentazione, dai primi mesi del 2012 l’RNDT è in esercizio: l’ultimo rapporto (ottobre) riporta che sono documentati più di duemila dataset e servizi; hanno inserito informazioni tre organi centrali, due autorità di bacino, nove regioni, quattro province e un comune. 
L’RNDT, insomma, sta muovendo i primi passi. La finalità della sessione “Il repertorio dei dati territoriali: strumento e motore per l’utilizzo della informazione geografica digitale” organizzata da AM/FM GIS ha avuto proprio lo scopo di presentare le iniziative intraprese sia per sollecitarne il popolamento da parte degli enti pubblici, sia per favorirne l’utilizzo da parte di tutti i soggetti interessati all’Informazione Geografica.
Mentre le istituzioni deputate al popolamento del Repertorio adempiono ai loro doveri (va ricordato lo strumento fa parte delle basi di dati di interesse nazionale, articolo 60 del CAD), anche la comunità geomatica può contribuire al suo sviluppo: aiutando a farlo conoscere, stimolando l’espressione di osservazioni, suggerimenti sull’accessibilità, la fruibilità ecc. dello strumento, anche perché, come si legge sul sito, “Il portale del RNDT è in continua evoluzione”. Vediamola come condizione necessaria, chiaramente non sufficiente, perché il suo popolamento (e il suo continuo aggiornamento) sia stimolato ad accelerare.
Usiamo il logo RNDT sulle nostre homepage e invitiamo a fare altrettanto: blogger, Ordini Professionali, aziende, associazioni, istituzioni… mettiamo l’RNDT nella nostra “cassetta degli strumenti”. Un primo strumento: se l’idea funzionerà potremo aggiungerne  certamente  altri.
L’informazione geografica digitale rappresenta anche una componente di infrastruttura per le strategie d’implementazione dell’Agenda Digitale italiana e fonte informativa indispensabile per la realizzazione di servizi innovativi nel contesto del paradigma “Smart Cities”. Questa minima azione può essere un piccolo apporto della comunità geomatica, un semplice esempio di come questo modello possa essere interpretato. Facciamo che l’RNDT diventi “l’elenco telefonico” dei dati territoriali italiani.
Chissà, tra non molto tempo anche Saverio, il mio amico d’infanzia che non sta tutto il giorno davanti a uno schermo, saprà che, rivolgendosi all’ufficio comunale o semplicemente chiedendo a qualche compaesano “sempre connesso”, potrà conoscere da chi e come procurarsi una mappa topografica.

giovedì 8 novembre 2012

Training GPS/GIS in Somalia? Si può!

E’ dal mese di luglio che ho abbandonato (un po’ a malincuore) il mio blog, però è inutile mettersi lì a scrivere quando hai poco, se non nulla, da trasmettere agli altri. Vuoi le vacanze estive, vuoi il poco lavoro, vuoi i pochi stimoli che ti provengono dalla rete, sta di fatto che avevo messo un pò da parte la pratica dello scrivere.
A settembre è cominciato a muoversi qualcosa in ambito lavorativo e quindi, causa poco tempo, ho continuato ad essere latitante!
Oggi basta con le scuse! Eccomi di nuovo qua a raccontare una bella esperienza vissuta di recente in Somalia! Per l’esattezza in Somaliland, repubblica autoproclamatasi indipendente dalla Somalia nel 1991, ma mai riconosciuta dalla comunità internazionale, incastrata nel Corno d'Africa tra Somalia, EtiopiaGibuti!
Voglio raccontare di questa esperienza per due motivi: il primo, e il più ovvio, è che da “homo interneticus” (ma sempre umano, almeno fino ad ora) ho lo “sharing” facile e congenito, e quindi mi piace condividere, con amici e non, le mie esperienze e le mie opinioni!
Il secondo è che, ancora una volta (l’ho già fatto in  “I Sistemi Informativi Territoriali” e continuo a farlo nei miei corsi), voglio lanciare il messaggio che, oggi più che mai, bisogna cominciare a prendere in considerazione che la professione del Geometra Topografo va proiettata senza indugio all'approfondimento e alla conoscenza dei GIS!
In un periodo come questo: di crisi, di poco lavoro e quant'altro non dobbiamo per nulla tralasciare la nostra formazione professionale. Poiché se ho avuto l’opportunità di partecipare a questo lavoro, non è stato solo per le mie conoscenze di topografia, ma anche per le mie conoscenze di GIS, di informatica e della lingua inglese!
Adesso non voglio apparire il primo della classe, né il saccente di turno, però è un fatto che oggi un committente non cerca più solamente il Geometra ma il Geomatico!
Adesso, dopo essermi attirato le antipatie dei molti: il racconto del viaggio in Somalia!
Il Somaliland è una meta abbastanza sicura (anche se abbiamo viaggiato costantemente scortati) ma come PVS (Paese in Via di Sviluppo, modo elegante per definire il terzo mondo) ha una costante che lo caratterizza: la povertà!
Fortunatamente in questo contesto esistono realtà come quelle della cooperazione internazionale che contribuiscono con i loro progetti ad uno sviluppo possibile e che in ogni caso deve partire dalla gente del posto.

Il mio lavoro, assieme a quello di GISMAP (nuovo partner del mio Studio) si è collocato all’interno di un progetto di “Governance and Institutional Capacity Building Training”, svoltosi a Gabiley tra fine ottobre e i primi giorni di novembre, con una attività di training teorico/pratico sull’uso di GPS differenziali e  sulla gestione dei dati raccolti con sistemi GIS, tutto ciò a beneficio di giovani tecnici somali armati di tanto entusiasmo e voglia di imparare.
La voglia di imparare che caratterizza un giovane somalo laureato, o in procinto di laurearsi, si differenzia molto dalla voglia di imparare di un nostro giovane italiano. Infatti un giovane somalo sa che, per lui, imparare significa poter cambiare radicalmente  la sua condizione e quella del proprio paese. Noi abbiamo un pò perso questa consapevolezza e ci adagiamo su quello che abbiamo, pensando che, tutto quello che potremmo fare, poco contribuirà al nostro cambiamento e a quello del nostro paese.
Quale era l’obbiettivo del corso? Dare ai ragazzi competenze su come raccogliere dati in campo con sistemi GPS riguardo gli edifici, sia geometrici che censuari, e su come trattare questi dati con sistemi GIS. I dati in campo sono stati raccolti in modalità RTK utilizzando una base + 2 rover e ogni giorno, in ufficio, venivano scaricati e salvati in formato Shapefile per essere subito trattati in ambiente GIS.
Tutti i corsisti sono stati formati sia all’uso del GPS che a quello del GIS per poi alla fine capire chi, anche in base al loro feedback e ai loro interessi personali, fosse più predisposto per i rilievi in campo e chi per la gestione dei dati in ufficio.
La nostra attività formativa è servita per individuare un gruppo di tecnici che assieme ai tecnici comunali creeranno il database delle proprietà a supporto del progetto  “Automation ofMunicipal Finance in Somali Municipalities, Institutionalisation PhaseIII” gestito da Terre Solidali.
Quindi più in là, magari, vi aggiornerò sullo stato del progetto e sui risultati prodotti che, sono sicuro, saranno ottimi perché abbiamo lasciato sul posto un gruppo di giovani molto motivati e competenti.
L’esperienza è stata assolutamente positiva: interessante e gratificante sia dal punto di vista umano che professionale e ha superato ogni mia aspettativa. Spero di poterla rivivere!